Spicca su tutte quella di Antonio Da Rios, ma più che la sua a deludere gli appassionati è l'assenza della sua Delta S4. Qualcuno ha parlato di problemi tecnici alla vettura, che tanto gravi però non dovevano essere se è vero, come è vero, che mentre si svolgeva lo gara messinese, lui ne vinceva una sul lago di Como al Piano Rancio, valida per il trofeo centro nord. Magari ha preferito non spostarsi troppo da casa per effettuare un collaudo, magari è superstizioso e pensa che quest'anno la Sicilia porta male alle sue macchine ed aveva paura di un bis del risultato di Raccuja, o forse non ha ritenuto sufficiente la..”generosa ospitalità” degli organizzatori. Fatto è che non c'era… e come si dice: gli assenti hanno sempre torto! Amen.
Tornando a riferirmi al fatto sportivo in sé, avvincente è stata la lotta per l'assoluto, con Emanuele Fabio che riapre parzialmente i giochi per il campionato italiano riuscendo a battere lo specialista locale Girolamo Arresta e rimandando la festa di Manuel Dondi, che con la sua X1/9 si piazza al terzo posto assoluto. Il percorso ben si adattava alle caratteristiche delle vetture classe P2, con Spoto al quarto posto assoluto, davanti a Motta che non riesce a tenere il passo di Dondi e Lo Re con la macchina non al massimo per una toccata in ricognizione. Inferiore alle aspettative l'attesissimo confronto in classe S3. La gara era infatti subito privata di due dei pretendenti per la vittoria, Fallara e Munafò per problemi meccanici. Il duello si limitava quindi a Sambuco, in lotta per il campionato, e Margareci, al rientro con la sua splendida 127 dopo due anni. E qui, al di là del risultato finale, che premia il forte pilota napoletano per due secondi, è d'obbligo aprire una parentesi..: il grande vecchio, Enzo Ferrari, diceva sempre che le macchine più belle sono quelle che vincono. Da questo punto di vista i fatti danno ragione a Sambuco, ma non possiamo non sottolineare l'incredibile, maniacale perfezione con cui sono realizzate alcune macchine di questa classe, su tutte quella già conosciuta di Fallara ma soprattutto quella di Margareci, un vero inno al genio della manualità, un piacere per gli occhi e per le orecchie. E se non fosse stata per una bottiglietta d'acqua finitagli tra i pedali nella seconda manche.. oggi sconfesseremmo anche Enzo Ferrari. Complimenti dunque a Margareci, però pur apprezzando le sue tante virtù, tra cui quella di essere astemio, oggi molti degli spettatori sarebbero stati contenti se invece di acqua avesse bevuto… Sambuco!
E' costata molto cara stavolta la vittoria nella N1 a Messina che ha in programma diverse notti di lavoro per sistemare la scocca della sua 106 in tempo per la gara di casa di domenica prossima a Giarre, dopo aver assaggiato la durezza dei muri di Roccavaldina..buon lavoro ed in bocca al lupo!
L'assoluto in Gr. N è stato vinto dal solito Benenati, che ha deciso di partecipare alla gara all'ultimo istante.
Altra parentesi per la classe S7, orfana di Da Rios, dove il roccioso e concreto Pino Riggio agguanta di mestiere l'ennesima vittoria, ripetendo quasi in fotocopia nella prima manche il tempo della ricognizione cronometrata. E' stato proprio in questa prima salita però che il suo avversario, Silvia Arcidiacono, ha segnato un tempo che la collocava al quarto posto assoluto (!!!) e che nella finale l'avrebbe piazzata al decimo; ma la Arcidiacono ha affrontato la gara in condizioni psicofisiche precarie ed è crollata nelle due manches cronometrate non riuscendo più a ripetersi. Rimedia alla fine un secondo posto (il quarto consecutivo) con un distacco di un secondo e nove più una penalità. Speriamo riesca in tempo a recuperare la forma per domenica prossima.
In programma c'è infatti la storica Giarre-Milo, anch'essa valida per il campionato italiano e dove questa è una delle classi più attese, con la conferma di Caruso, che si sobbarca 1.700 km di trasferta per venire a confrontarsi con i migliori specialisti, e di Vattiato che si suppone non salterà la gara di casa.
A Domenica dunque.
Max Lo Verde